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Tavolo dinette, un aggiornamento per ottenere maggiore praticità

La soluzione proposta dalla casa produttrice può essere rivisitata per una migliore razionalizzazione dello spazio.


Un pò di nostalgia del tavolo dinette face-to-face del precedente camper, un mansardato XGO modello X-Camp 5, mi ha fatto pensare ad una soluzione per migliorare la gestione dello spazio, recuperando una seduta decisamente scomoda e impraticabile, aggiungendo al suo posto un supporto fisso sulla parete laterale della cellula.

Premessa

Il modello Roller Team 284 TL Kronos Advance è organizzato in due macro aree:

  • una zona living, con piano cottura, lavandino e dinette, con tavolo da pranzo, tre sedili fissi (più uno removibile) e due recuperati dal posto guida e posto passeggero, ruotati di 180°
  • una zona notte, con due letti gemelli, disposti per la lunghezza della cellula, con possibilità di aggiungere due inserti centrali per ottenere un ampio letto matrimoniale di circa 2,30 mt di larghezza e oltre 2,10 mt di lunghezza, un bagno ed una doccia separata.

La zona notte e quella giorno, sono separabili tramite la porta del bagno, che consente così una divisione delle zone per una maggiore privacy e utilizzo degli spazi.

Nella zone living, il tavolo della dinette è ancorato tramite una struttura scorrevole su un piede centrale fissato a terra, che nella posizione di viaggio e per un uso limitato a due persone, pone il piano di appoggio completamente spostato su un lato, offrendo uno sbalzo sbilanciato che non permette uno scarico dei pesi equamente distribuito.

La posizione dei posti è organizzata in maniera tale che possano essere disponibili i cinque posti omologati più uno removibile, ma di fatto questo non è molto fruibile. Il posto indicato in rosso nella figura sotto, è la seduta removibile, il sedile è poggiato su un piano di multistrato che può essere sfilato all’occorrenza. Il sedile a due posti indicato in blu, in realtà non può essere usato da due persone, perché quello verso la parete della cellula è ostacolato dalla seduta removibile e come si vede dall’immagine, solo un posto è utilizzabile. In sostanza, se volessimo che le due persone occupino i posti a sedere con relativa cintura di sicurezza, per uno deve essere rimosso il sedile posto davanti, che di fatto ostacolerebbe completamente il naturale posizionamento delle gambe. Inoltre, i due posti a sedere, quello con le spalle alla parete della cellula (in rosso) e quello contiguo al sedile in rosso, in blu, non solo non possono sedere in contemporanea, di fatto avrebbero uno spazio tavolo così piccolo (se pensiamo all’uso anche del posto guida ruotato di 180 gradi), che non sarebbe utilizzabile.

Da questa analisi appare chiaro che la disposizione e distribuzione dei cinque posti non è applicabile e necessita di una più razionalizzazione dello spazio, portando a quattro i posti comodamente utilizzabili per colazione, pranzo e cena, fermo restando i cinque posti viaggio.


L’idea

Per sfruttare meglio lo spazio disponibile e per offrire un supporto stabile al tavolo nella posizione di massimo sbalzo è stato pensato di:

  • eliminare definitivamente la seduta removibile, recuperando così il posto a sedere del sedile a due posti affiancati, occupando lo spazio con il piano di appoggio fisso. Questo consente di allungare il tavolo quando configurato con piede nel punto centrale, offrendo un ampio tavolo per i molteplici usi. Inoltre, il pezzo fisso è munito di due supporti con cuscinetti per far scorrere il tavolo dinette una volta spostato completamente verso la parete esterna della cellula, offrendo così, oltre la funzione di scorrimento della tavola, anche il supporto necessario per lo sbalzo ottenuto dalla posizione.
  • realizzare un nuovo tavolo della dinette di circa 4 cm più largo, mantenendo la lunghezza originale. Su un lato, mantenere il profilo del tavolo originale, offrendo lo spazio di movimento nell’attraversamento della dinette verso il posto guida e/o passeggero. Sull’altro lato, recuperare una parte della superficie attraverso un profilo di poco stondato.
  • modificare l’altezza del tavolo dinette, che dispone di una altezza variabile in due posizioni, aggiungendone un terza che abbassa il tavolo di 25 mm rispetto alla massima estensione, permettendo così di rientrare sotto piano di appoggio fisso che, in tale posizione, offre il supporto allo sbalzo ed i carichi saranno sorretti su due punti anche in questa posizione.

Realizzazione

La scelta del materiale è stata orientata verso una tavola lamellare di faggio da 18 mm di facile reperibilità. Le misure disponibili al momento dell’acquisto presso lo store Tecnomat sono 200 x 40 cm e per soddisfare la misura in larghezza di 64 cm, ne acquisto ho acquistate due, per un totale di circa 65,00 Euro.

Come prima lavorazione sono state unite le due tavole per la lunghezza e una vota incollate con Colla Titebond la tavola ottenuta è stata tagliata a 64 cm. Ho predisposto a misura anche la parte fissa e levigate entrambe con carta 80 e 120.
Ho quindi spennellato 2 mani di resina epossidica bi-componente, acquistata presso un negozio specializzato di Roma, e successivamente ho realizzato le incisioni del logo Roller Team e delle scritte attraverso la CNC auto costruita.

Per la finitura ho applicato due mani a spruzzo di vernice trasparente poliuretanica bi-componente acquistata presso un negozio specializzato di Ladispoli (Roma), che oltre a dare un aspetto gradevole ha creato uno strato vetrificante, resistente ai graffi.


Montaggio

Prima di montare il tutto ho fissato il tavolo della dinette per trovare l’allineamento della parte fissa. Una volta trovato il punto di fissaggio, mi sono avvalso delle viti già presenti sul pannello imbottito presente sulla parete della cellula ed ho fissato un lato del piano sulla parete che raccorda la dinette con la cabina guida. Infine ho creato un dente di fissaggio sul piede per ottenere una altezza di 25 mm più bassa di quella massima, tale da permettere uno scorrimento sotto il piano fisso.
E questo è stato il risultato.

Dopo un primo apprezzamento del risultato ottenuto, ho pensato che sarebbe stato meglio avvitare il piano fisso direttamente alla parete della cellula, e non sul pannello imbottito. Avrei recuperato qualche centimetro e soprattutto avrei garantito una maggiore resistenza e solidità. Per fare ciò avrei dovuto ridurre il pannello imbottito, tagliandolo e sagomandolo per lasciare lo spazio della parete per il fissaggio diretto. E così mi sono improvvisato tappezziere e ho modificato il pannello. Il risultato è stato molto accettabile.
Sulla parete della cellula ho incollato con Sikaflex 521 un pezzo di faggio ed avvitato utilizzando i fori già esistenti per il pannello. Ho tagliato il pannello e raccordato la similpelle con una spara punte. Infine ho fissato il piano di appoggio sulla tavola di faggio. Il risultato è decisamente migliore!

Di seguito il video della lavorazione ed il test prima di questa ultima modifica che ha portato al fissaggio del piano di appoggio direttamente sulla parete della cellula e relativo adattamento del pannello imbottito.


Conclusioni

Ad una prima prova il nuovo tavolo risulta più pratico e soprattutto stabile e nella posizione di massima altezza e quindi allineato con la parte fissa, si ottiene una superficie molto ampia, capace di contenere molto più agevolmente una quantità di oggetti che prima non era possibile.
Non sono più presenti le vibrazioni occasionali, quando vi è il manto stradale dissestato, per via del rivestimento due cuscinetti con uno spessore di gomma.

Durante un week end lungo ho potuto constatare che la stabilità del tavolo è migliorata notevolmente e l’utilizzo con due persone, l’equipaggio standard del mezzo, risulta confortevole con un ampia superficie utile.

Valutazione complessiva: Eccellente!

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