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Spagna del Nord

Esperienze, consigli, posti e stile di vita durante un viaggio in Camper

Siamo intorno alla metà di Settembre e i preparativi diventano serrati, tra equipaggiamento, accessori e preparazione del Camper. Una bozza di percorso è stata studiata nei dettagli ma c’è sempre voglia di aggiungere altri posti da esplorare. A interrompere drammaticamente i preparativi si presenta senza preavviso un gravissimo colpo della strega, come si sul dire, la mia schiena, già deboluccia, subisce la fuoriuscita di una protusione tra L3 ed L4, che si aggiunge alla già presente L4 -L5. I dolori mi costringono a un periodo di fermo a letto, mi attendono giorni grigi che distolgono l’attenzione dal tanto atteso viaggio. Dopo la bomba dei soliti Voltaren, Muscoril e cortisone, apprezzo un minimo di miglioramento. Il tempo stringe e la data del 4 ottobre è vicina, i dolori però non mi danno tregua e opto per una Ozono Terapia. Il tempo corre e purtroppo le applicazioni fatte sono solo quattro e il dolore che spesso mi costringe a letto non accenna a diminuire, sono quasi tentato a rinunciare al viaggio. Alla fine stringo i denti e la sera del 4 alle 19.45 sono sulla linea d’imbarco a Civitavecchia, Grimaldi Lines, grazie alla possibilità di far guidare spesso mia moglie.

Una volta imbarcati ci dirigiamo in cabina per posare le borse e poi via, un giro di esplorazione della nave. Dopo aver visto tutti i piani disponibili, ci fermiamo all’ultimo, dove un bar esterno ci stuzzica per una birra di relax. La speculazione sulla nave è oltre la decenza, una birra che al supermercato costa meno di 1 euro, qui costa 5,50 euro… Ma in previsione di ciò, ci siamo muniti di buoni panini e acqua a sufficienza per far fronte alle 23 ore di viaggio.
La notte passa tranquilla, il mare è quasi calmo e alle 6.45 circa vediamo la zona dell’Asinara, purtroppo abbiamo perso le bocche di Bonifacio, Santa Teresa di Gallura e La Maddalena. Il viaggio prosegue sino al tardo pomeriggio, quando intorno alle 20.00 si comincia ad intravedere la costa Spagnola e alle 22.00 ecco che viene dato l’ordine di procedere allo sbarco. Siamo a Barcellona.

La prima sosta è stata programmata a Saragoza, appena usciti dall’autostrada, così ci allontaniamo da Barcellona, sebbene il tramonto è tardato rispetto all’Italia, siamo ormai in piena notte. Barcellona non ha una buona reputazione per i furti in camper e per tale motivo ho previsto una prima sosta ad una settantina di km da Barcellona ed una a Saragozza, nel caso abbiamo voglia di fare più kilometri. Dopo 315 km giungiamo ad un parcheggio/area sosta camper di Saragoza, o come si chiama in spagnolo Zaragoza, ma scopriamo che è zeppo di mezzi. Oltre 50, 60 camper di ogni tipo occupano l’area designata, oltre le vie intorno ad un impianto sportivo. Facciamo in giro nelle strade vicine e troviamo un posto appartato dove passare la notte, la zona è tranquilla nonostante i numerosissimi camper.


Sad Hill

L’itinerario studiato a casa prevedeva uno spostamento verso il cimitero Sad Hill, dove il grande regista Sergio Leone riprese le scene finali del film Il Buono Il Brutto e Il Cattivo, quindi pernottare e il giorno dopo proseguire sino al Portogallo. Le condizioni della mia schiena non sono ancora migliorate e così la mattina puntiamo verso Sad Hill e giunti a destinazione avremmo deciso se procedere verso Porto oppure andare direttamente a Nord.

Sad Hill è il luogo tanto atteso, negli anni molti dei siti utilizzati da Sergio Leone per la realizzazione dei capolavori Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e Il Buono il Brutto e il Cattivo, sono state meta di appassionati cinefili e non solo, mantenendo nel tempo il fascino di quel cinema che non conosceva ancora l’uso del computer e di tutte le invenzioni che successivamente hanno permesso di costruire un set per intero direttamente in un grande capannone. Il luogo è situato nella zona di Burgos, in un paesino di nome Contreras.
Arriviamo in tarda mattinata e giunti sul posto non posso che provare una forte emozione nel rimanere a guardare il posto. Ben tenuto dopo la ricostruzione effettuata dalla Asociazion Cultural Sad Hill, il cimitero mi mette di fronte ad una domanda: perché qui? Perché è stato costruito da zero un set in questo luogo, dove intorno non c’è nulla? Il cimitero fu disegnato dall’architetto Sergio Sini, un grande collaboratore del regista, che ebbe l’incarico di progettare e far costruire il famoso cimitero circolare e le risposte alle mie domande sono tratte da quanto riportato nel sito dell’Associazione:

Molte sono le congetture che gli esperti del cinema si son fatti per trovare una spiegazione al rapporto di Sergio Leone con Burgos. La risposta ce l’ha il film di I leoni di Castiglia (El valle de las Espadas), di Javier Setó, girato alcuni anni prima nella zona. Il capo-produzione, Antonio Pérez Giner e lo stesso Setó, consigliarono a Leone questi posti per la loro somiglianza con l’orografia dell’Arizona e del Nuovo Messico.


Zuloa Geratoki Publikoa

La mia schiena detta l’itinerario e visti i tanti kilometri da percorrere per giungere in Portogallo e i pochi giorni di permanenza, decidiamo di puntare direttamente a Nord, direzione Bilbao. Il meteo è ancora pessimo, piove e lungo la strada ci fermiamo per pranzare. Intorno alle 23.00 circa giungiamo a Bilbao, dove subito ad Ovest della città avevo segnato un parcheggio. Ci dirigiamo per trascorrere la notte.

Piove per tutta la notte, ma in tarda mattinata finalmente accenna un pallido raggio si sole. Facciamo colazione e lungo la costa scorgiamo una pista che è parte del famoso Cammino di Santiago. La percorriamo e iniziamo a prendere confidenza con le coste del Nord e del mare Atlantico, sempre mosso, freddo e imponente. Il panorama è molto diverso da quanto abituati in Italia e con occhi attenti scorgiamo una tratto veramente interessante.


Isla de la Virgen del Mar

Dopo la prima notte nella costa del Nord torniamo verso Bilbao per all’acquisto di una SIM dati per rimanere connessi con il resto del mondo, ma con un mezzo di 7,45 mt non risulta facile trovare un parcheggio e dopo aver fatto un giro dentro la città ci spostiamo verso Santander. Nella immediata periferia di Bilbao c’è un centro commerciale, ci fermiamo per le SIM che non troviamo e vista la presenza di uno punto vendita Lidl, andiamo a fare la prima spesa alimentare.
Procediamo verso Santander, dove c’è un posto in un parcheggio all’entrata della città. Purtroppo i punti vendita indicati su internet, di Movistar e Vodafone, sono chiusi, ma un negozietto di un Pakistano ci vende due schede dell’operatore sconosciuto LEBARA, con 50 Giga dati a 10 euro l’una. Ci dirigiamo verso Isla de la Virgen del Mar, dove è presente una chiesa in cui vive l’Eremita de la Virgen del Mar. C’è un grande parcheggio con diversi camper in sosta, ma la pendenza non permette una collocazione ottimale. Nel punto centrale dell’area c’è un punto dove e possibile sostare quasi in piano, ci fermiamo qui. Il meteo ha momentaneamente dato una tregua, ma con ancora molto vento ed il mare è piuttosto agitato. Attraversiamo il ponte che collega l’isola alla terra ferma e troviamo uno spettacolo della natura. La costa è molto alta, il mare sbatte con forza sulle rocce, il panorama è affascinante e travolgente e così attendiamo sino al tramonto, quando sull’isola arrivano diverse coppie ad ammirare il tramonto. Una scena emotivamente travolgente, mentre cerco di fotografare quei momenti. Rimango su quelle rocce sino a dopo il tramonto, poi torno in camper, decidendo di sostare anche la notte, che risulta essere molto tranquilla.
Al mattino un locale ormai pronto per la chiusura invernale ci ospita per una caffè, non c’è altro. Preparo la bici elettrica ed Erika va in esplorazione verso l’interno del paese e si spinge sino ad un centro commerciale alla periferia di Santander, dove trova un venditore di schede telefoniche sempre Pakistano. Ne acquista una della DiGi con 150 Giga dati a 20 Euro, con essa rimango connesso con il resto del mondo per tutta il periodo di permanenza in Spagna e al rientro in Italia mi ritrovo ancora circa 70 Giga disponibili.


Mirador de peñaentera

Ci spostiamo da Isla del la Virgen e verso Ovest mi dirigo in un punto che mi sembra interessante per fare libera, c’è una spiaggia enorme e su Maps sembra vi siano diversi Camper. Lasciamo la zona e prendiamo l’autostrada, quando arrivo in una zona con poche case dove non riesco a individuare il nome del posto. Sulla strada il navigatore indica di svoltare a sinistra, verso una stradina molto ripida e stretta. Dopo qualche tentennamento la percorro e giungo in un campo dove ci sono moltissimi Van e 3-4 camper, sono tutti giovanissimi e alcuni indossano il mutino da surf. Individuato uno spazio per sostare, scendiamo. Capisco presto che la zona è specifica per gli appassionati di questo sport e la spiaggia che vedo ha delle onde lunghissime, una costa di sabbia immensa con l’atlantico che ricorda il famoso film Point Break. L’odore di stalla è fortissimo, in Spagna è una caratteristica di moltissime zone in cui siamo stati, dove la presenza di bovini è molto forte, ma a parte gli appassionati non è il posto per noi, così dopo aver ammirato il panorama usciamo dal campo e percorriamo la lunga salita che ci separa dalla via principale che ci porta verso una nuova meta.




Plaia de los Quebrantos

Il meteo peggiora ma decidiamo di andare avanti verso Ovest e ci dirigiamo verso il porto di Avilès, dove ho individuato un parcheggio vicino ad una spiaggia, ma per un errore del navigatore ci porta in una strada senza uscita. Ci rimettiamo in viaggio e ci spostiamo di pochi kilometri verso San Juan de la Arena, dove c’è un grande parcheggio a Playa de los Quebrantos con un paio di camper in sosta. La pioggia è ancora leggera ma non accenna a smettere, prepariamo la cena e rimaniamo a dormire, la notte non c’è più nessuno.

La mattina, tra una pioggerella e l’altra riusciamo a fare quattro passi, ma poi torniamo in camper perché ha ripreso a piovere. Nelle vicinanze c’è una piccola area pic-nic, con fontana e tre postazioni barbeque con tanto di griglia in acciaio inox. Facciamo il pieno d’acqua dopo aver fatto anche una bella doccia e proviamo a proseguire verso Ovest e dopo una sessantina di kilometri ci fermiamo ad un’area di servizio, la pioggia aumenta, entriamo nel bar a prendere un caffè. Da un finestrone del bar vedo una lavanderia a gettoni, quale buona occasione per fare il bucato in attesa che la pioggia diminuisca.

I cicli di lavaggio dei panni e quello per asciugarli sono terminati e la pioggia è davvero forte. In un momento di apparente calma mi rimetto alla guida e consultando l’app Windy mi accorgo che sulla costa ci sono circa 40 km di vento, a largo dell’atlantico un uragano minaccia tutta la costa con venti oltre i 60 km ora. Decidiamo di tornare al parcheggio di Virgen del Mar perché il meteo è veramente pessimo, acqua e vento forte e durante la guida è difficile mantenere la corsia senza essere sbattuti qua e là. Giungiamo al parcheggio e rimaniamo sino alla sera, decidendo di sostare ancora la notte in questo posto, ma intorno alle 23.30 circa un gruppo di giovincelli, forse enfatizzati da qualche bicchiere di vino, iniziano a fare drifting nel parcheggio e nella rotatoria che precede l’ingresso all’area. Siamo in una posizione dove c’è il rischio che per una perdita di controllo dell’auto ci vengano addosso, così in un momento in cui gli si spegne la vettura e nel tentativo di riaccenderla, metto in moto e mi sposto di duecento metri circa. Sentiamo ancora le peripezie dei balordi ma intorno a mezzanotte e mezza finalmente torna la pace, possiamo riprendere il sonno.


Ballom

La notte passa nel silenzio e lentamente si placa il vento e termina la pioggia. Dopo qualche giro per trovare un Bar, Google ci indica Ballom, un locale molto bello con interni in legno e luci soffuse ovunque, dove ci servono un buon caffè americano ed un cornetto aperto in due e tostato sulla piastra, su cui mettere burro e marmellata, una buona colazione.


Ribadesella

Riprendiamo la strada verso Ovest e andiamo a Ribadesella, c’è sia un Camping che un’area sosta camper gratuita, noi non amiamo stare in Camping e ci dirigiamo direttamente all’area sosta, dove troviamo pochi altri mezzi e c’è tanto spazio per una sistemazione ottimale. Tiro fuori dal garage la bici elettrica così Erika raggiunge il centro, dove abbiamo visto una pescheria passando in camper, per acquistare un pò di pesce fresco. Al ritorno con un paio di calamari dolcissimi preparo uno spaghettone gustoso. Nel pomeriggio lasciamo il camper e ci dirigiamo sul lungomare a fare una passeggiata e prendere un caffè, ci sono pochi turisti e qualche surfista che attende l’onda giusta per cavalcare il mare. Lungo la strada notiamo che le abitazioni sono anche qui ben curate, pulite e rifinite. Per strada tutto è pulito e raramente scorgiamo qualche segno di inciviltà. Al rientro Erika torna in centro in bici a cercare una macelleria alla ricerca di una bistecca di carne locale, dove le vendono una bella e grossa fetta, mentre io intanto preparo un piccolo braciere di carbone per la cottura. La notte passa nel silenzio tipico di questi luoghi appartati e la mattina seguente, dopo aver fatto colazione, andiamo ancora più ad Ovest, ma prima ci fermiamo ad un grande supermercato Carrefour, dove acquistiamo delle vongole e dei polpi da fare a insalata. La prossima meta è il faro di Busto dove giungiamo intorno alle15.30 circa.


Cabo de Busto

Dopo aver percorso un tratto di autostrada attraversiamo le vie minori ma seguiamo le indicazioni locali per il faro, infatti il navigatore ci indica strade dove il rischio di rimanere incastrati è molto alto. Dopo un breve percorso di viuzze giungiamo ad un piazzale in erba che precede la sosta delle auto, dedicato ai camper (in Spagna è ricorrente trovare uno spazio dedicato ai turisti itineranti). Il posto è fantastico, una scogliera alta più di 30 metri sprofonda nell’oceano e sul bordo una lunga pista ci porta a sinistra verso una spiaggia di pietre e rocce, sopra la quale ci sono le pareti imponenti che sostengono il sentiero percorso per giungere al mare. A destra un’altra pista costeggia un lungo tratto della scogliera, con terreni coltivati e una fitta pineta. Dopo aver esplorato la zona torniamo in camper e preparo quella che è sia il pranzo che la cena, una spaghettata con le vongole e una insalata di polpo, con carote, sedano, pepe nero, olio e limone. Il tramonto finalmente mi lascia ben sperare per fare qualche buona foto. Di fronte al faro c’è un breve sentiero che porta in un punto di osservazione, da dove è possibile vedere bene il tramonto e dove mi posiziono per fare qualche scatto. Prima dell’ora blu, tanto cara ai fotografi, approfitto per fotografare il mio camper che sembra ammirare un tramonto raggiante.


La notte è libera dai rumori delle città, delle strade affollate, dei cani che abbaiano, dei ragazzini che strillano, si sentono solo le onde dell’oceano che si infrangono sulle pareti a strapiombo delle costa e sulle scogliere e in questo scenario trascorriamo la notte. Intorno alle 03:00 si avvicina una civetta che con il suo verso caratteristico mi sveglia. Apro un po’ l’oscurante a fianco al letto e la vedo appollaiata sulla staccionata che separa l’aera sosta con lo spazio con i tavoli per il pic-nic. Non c’è molta luce e non posso fotografarla. Mi rimetto a dormire.
Al mattino presto l’aria salmastra riempie i polmoni di prezioso iodio e pronta la colazione ci mettiamo all’aperto sui tavolini di legno presenti. Siamo pronti per fare a piedi un lungo percorso di diversi kilometri, che ci porterà sotto la scogliera un pò ad ovest del punto in cui siamo in sosta. Anche qui ci lasciamo trasportare dalle onde, con gli occhi incantati da questo scenario naturale che ci coinvolge sempre di più.

Tornati al camper decidiamo ci cercare un nuovo posto dove passare la notte e volendo conoscere i sapori della cucina Spagnola, puntiamo perso il Porto di Bares, dove c’è un ampio parcheggio sullo sterrato e proprio davanti il ristorante A Muller Marina.


O Porto de Bares

Arriviamo nel tardo pomeriggio dopo meno di 140 kilometri percorsi, Busto ci ha stregati e quasi non volevamo più partire. Il ristorante individuato su Google sta per aprire i battenti, parcheggiamo il camper e dopo aver ammirato il panorama andiamo a prendere posto. Locale piccolo ma ordinato e pulito, con uno spazio in veranda ed una piccola zona interna con pochi tavoli. La signora conosce poche parole in italiano ma riusciamo ad ordinare. Dopo la cena, con piatti tipici a base di cozze, polpo e calamari, usciamo dal ristorante soddisfatti sia per il palato che per il portafogli. Prendo la macchina fotografica e facciamo un giro intorno. Bares è un piccolo villaggio di pescatori con pochissime abitazioni alle cui spalle c’è un promontorio con un faro, Estaca de Bares Lighthouse, sarà meta per la mattina successiva.
Dopo una tranquilla notte ci sveglia l’alba all’orizzonte che possiamo apprezzare perché finalmente il cielo è sereno, ci accorgiamo che durante la notte sono arrivati due piccoli van, dove gli abitanti di quello più vicino a noi sono già seduti fuori per lasciarsi incantare dall’alba, mentre fanno colazione all’aperto.
Dopo aver messo a posto il camper ci dirigiamo verso il faro di Estaca, pochi kilometri sopra il porto. Anche qui una scogliera favolosa, con una cresta che si estende verso il mare, ma che purtroppo non consente un facile e non pericoloso accesso sino in punta. Approfittiamo per fare colazione, la mia schiena oggi è molto dolorante così mi sdraio sul letto per cercare un pò di sollievo e crollo in un sonno profondo sino alle 13.00 circa!


O Faro da Estaca de Bares

Una volta sveglio ci spostiamo nelle vicinanze del faro, sul lato destro, dove troviamo una postazione per osservare gli uccelli migratori e dove ci dirigiamo per vedere meglio questo lato di costa. Alla sinistra della struttura ci sono i resti di quello che sembra essere un piccolo mulino, con dei canali che portano l’acqua ancora parzialmente funzionanti e dove in una delle strutture rimaste in piedi, c’è una ruota di pietra con la quale si praticava la macina.
Dopo aver girato intorno ci lasciamo catturare dalla curiosità per una struttura abbandonata e semi distrutta, che dopo una breve ricerca, scopriamo essere una base americana adibita alle trasmissioni, una Loran Station, entrata in servizio nel 1961 ed ha terminato nel 1991.

Approfittiamo della bella giornata e del posto isolato per fare una sosta per il pranzo e dopo per effettuare qualche ripresa dal drone e qualche foto all’interno della struttura ormai fatiscente.


Playa de San Pedro de La Riber

Riprendiamo il cammino per andare verso un nuovo posto, pensando di trovare questa volta una sosta nei pressi di una spiaggia, Playa de San Pedro de La Ribera. Giungiamo nel tardo pomeriggio e appena arrivati sulla via che porta a quel che dall’alto di Maps sembra un parcheggio libero, leggiamo un cartello che vieta il passaggio e la sosta dei camper. Proprio all’inizio della via c’è a destra una ampio parcheggio completamente deserto e sulla sinistra l’ingresso ad un campeggio, così decidiamo di cenare e trascorrere la notte qui. Al mattino una passeggiata sino in spiaggia per poi tornare in camper e puntare verso Cabo de Penas.


Cabo de Penas

Per giungere alla nuova destinazione percorriamo poco meno di 60 kilometri, dove giungiamo in mattinata nel piccolo parcheggio posto a destra del faro. A sinistra un’area pic-nic offre un’atmosfera di accoglienza tipica di questi posti. Ci spostiamo di poco, vicino all’area di ristoro per posizionare il camper più in “bolla” e mi appresto a preparare il pranzo, quando mi accorgo che il cancelletto del faro è aperto, così entriamo e scorgiamo un piccolo museo marino multimediale. Sospendiamo i preparativi del pranzo per andare a visitarlo. Si stratta di un breve percorso con delle stanze tematiche dove oltre le pareti con raffigurazioni fotografiche del posto, c’è un grande video che, supportato da effetti sonori speciali, portano l’osservatore a vivere da dentro un piccolo sottomarino, la flora e la fauna della costa atlantica. In altre stanze c’è un po’ di storia delle coste della Spagna e dei numerosissimi fari che seguono tutti i punti più critici del perimetro spagnolo con l’atlantico. Infine un piccolo store completa il giro, dove acquisto qualche souvenir.
Torniamo in camper per terminare la preparazione di quello che ormai è sia il pranzo che la cena e intorno alle 19.00 mi incammino per fare qualche scatto al tramonto in un punto dove una parete a strapiombo separa la terra ferma dal mare. Purtroppo il meteo sta cambiando, fa molto freddo e alcune nuvole basse ci passano vicine rendendo lo scenario molto caratteristico, sopratutto dopo l’accensione della luce del faro.

Passiamo la notte con vento e un po’ di pioggerellina e nel parcheggio di fronte un altro camper con targa francese rimane con noi sino al mattino. Purtroppo alle 09.00 il cielo è completamente nuvolo, temperatura più fredda e così dopo colazione proseguiamo per Playa de Comillas, dove ci aspetta una lavanderia a gettoni per il bucato.


Playa de Comillas

Giungiamo al parcheggio di fronte a Playa de Comillas e anche qui c’è un cartello di divieto di acceso ai camper. Notiamo però che qualche camper sosta proprio davanti alla lavanderia e decidiamo di fermarci anche noi. Proprio davanti al parcheggio c’è il palazzo della polizia locale a cui chiediamo di poter sostare per fare il bucato e per pranzare e ci dicono che il cartello è per il periodo estivo, quando la ressa di Camper compromette il parcheggio delle vetture, anche perché abbiamo dovuto occupare due posti in linea per sostare. Il meteo si è magicamente sistemato e c’è una bella giornata, finiamo di lavare i panni e ci dirigiamo verso un ristorante, ma dopo aver ricevuto il menù decidiamo di lasciar perdere, perché non c’è nulla di Spagnolo e andiamo al ristorante La Caracola, immediatamente a fianco del parcheggio. Qui un menù fisso di 24 euro per una Paella, una Entrecote alla griglia con una bottiglia di vino bianco ed un dolce. Il riso della paella era un po’ scotto ma il sapore caratteristico di paprica e zafferano l’hanno resa molto buona.


Playa de Tagle

Dopo pranzo puntiamo verso Playa de Tagle, ma il parcheggio in cui giungiamo è molto in pendenza, così ci fermiamo per una breve perlustrazione della zona e ci rimettiamo in viaggio.


I giorni sono passati tutti di un fiato e il traghetto della Grimaldi Lines a Barcellona è vicino al giorno dell’imbarco. La mia schiena non mi dato tregua e per evitare altri strapazzi decido lentamente di andare verso il Porto di Barcellona. Così prendiamo la via per l’area sosta di Cabanillas, un’area gratuita pulita ed accogliente che il comune ha realizzato per i camperisti. Una scritta dice che presto implementeranno anche il servizio elettrico, ma tutto il resto è disponibile, come pure i tavoli di pic-nic ed un bbq dove ci facciamo delle cosce di pollo. Stiamo consumando tutti prodotti che vanno in frigo, perché tra qualche giorno, per 24 ore, non saranno più al fresco. Qui troviamo un’area di servizio con Diesel a 1 euro e 24 centesimi al litro, un’altra buona occasione per fare il pieno.
La vicina strada provoca un po’ di rumore per i mezzi pesanti che passano, ma nulla di così eclatante. Il giorno dopo andiamo in un supermercato vicino a fare spesa, in particolare voglio prendere qualche bottiglia di Porto. Andiamo così da Eroski Tudela de Navarra ed anche qui ci perdiamo in un enorme store di prodotti di ogni genere, ma dove troviamo pochissima gente, come spesso abbiamo visto anche negli altri supermercati.
Tornati all’area sosta pernottiamo ancora e il giorno seguente andiamo verso a Saragozza. Il meteo è tornato ad imperversare con acqua e vento, in autostrada non si riesce a veder nulla e dopo un viaggio estenuante giungiamo al parcheggio camper di Saragozza, nei pressi della zona sportiva della città. Piove e la zona è densa di camper, troviamo posto in una via intorno, dove c’è solo un van ed un paio di automobili. Prepariamo una rapida cena e ci mettiamo a dormire ancora con la pioggia.
Al mattino fa freddo, accendo un po’ la truma per stemperare l’ambiente. La mia schiena non va bene, così Erika decide di andare da sola in città a fare un giro e comprare il pane da farcire e le bibite per il viaggio in nave. Al suo ritorno il racconto di una città bellissima predomina su tutto il resto. Mangiamo un panino e riprendiamo la via per Barcellona, prima però facciamo un’altra sosta in un punto che avevo segnato come possibile sosta dopo l’arrivo a Barcellona, si stratta dell’Area gratuita d’Autoracavanes de l’Albi dove ci fermiamo un’ora e mezza circa prima di proseguire per Barcellona dove arriviamo alle 19:40 circa.

Dopo il controllo dei biglietti ci mettiamo in fila ed alle 22.45 circa siamo finalmente imbarcati. Come per il viaggio di andata prendiamo possesso della cabina e andiamo a fare un giro per guardare la manovra di uscita dal porto e dopo un’ora circa siamo già a largo, momento in cui decidiamo di andare a dormire. La mattina successiva purtroppo il meteo sta devastando l’Italia e quando siamo nei pressi delle bocche di Bonifacio, con la Maddalena e Santa Teresa di Gallura, c’è forte foschia e pioviggina, sembra dirci che la bella vacanza è terminata e ci aspetta il solito tran tran della vita quotidiana…



Alle 22.00 in punto arriviamo a Civitavecchia e dopo 45 minuti circa siamo a casa.
Tutto il resto esula da questo racconto che merita di rimanere incontaminato!


Considerazioni

  • Avere un camper con un un pannello fotovoltaico da 450 W ed una batteria litio da 100 Ah ci ha permesso di non aver mai avuto bisogno di ricaricare e di non privarci di nulla, computer, caricabatterie di fotocamera, gopro, droni, cellulari, torce, oltre all’uso dell’inverter 230 volt per l’aspirapolvere e per i carica batterie della bicicletta.
  • Avere un bombolone GPL in sostituzione delle bombole classiche, ci ha permesso di non aver avuto mai bisogno di ricaricare o acquistare nuove bombole, con tutta la ricerca necessaria. Pur disponendo dell’adattatore specifico per il rifornimento del gas in Spagna, non abbiamo fatto mai rifornimento e siamo rientrati con un pallino (circa 1/4) di serbatoio, avendo avuto il frigo sempre acceso a gas, cucinato una, due volte al giorno, usato la truma qualche ora la mattina e riscaldata l’acqua spesso per le docce.
  • Un serbatoio di 30 lt, al posto di una delle due bombole di gas ha aumentato l’autonomia, ma in generale ne ho avuto bisogno soltanto una volta.
  • La pianificazione iniziale è stata completamente stravolta e fatta al momento, grazie alla consultazione di Google Maps, cercando quasi esclusivamente le zone costiere ed evitando le città dove diventa più disagevole entrare con un camper da 7,45 metri. Tutti i posti visitati sono stati di facile accesso e non abbiamo avuto problemi di nessun genere.
  • Nei paesi sulla costa non sempre si trova un bar, spesso sono agglomerati di case senza un punto di riferimento centrale. Idem vale per i ristoranti, anche se ad aumentare le difficoltà si è aggiunto il periodo fuori stagione, molti locali infatti erano chiusi in attesa della prossima estate.
  • I supermercati (Carrefour, Lidl, Eroski) sono presenti in tutti i centri più grandi e facilmente accessibili, spesso nelle immediate vicinanze delle autostrade, con prezzi più bassi rispetto all’Italia e tanti prodotti freschi, come frutta, verdura, carne e pesce.
  • Quando ho iniziato a pensare al viaggio in Spagna, mi sono lasciato ispirare da Monica di Pronti Camper e Via, un blog ben fatto che mi ha permesso di cominciare a far luce sulla Spagna del Nord. Per la connessione a Internet avevo pensato alla soluzione adottata da Monica con l’affitto del router della OGLink, ma da conti fatti avrei dovuto spendere una cifra di 86 euro (senza contare la spedizione per la restituzione del router a fine viaggio), tra router in affitto, SIM, canone e trasporto. Inoltre il router non consente di usare il cellulare oltre la ricezione vicini al camper. Così con 40 euro per due schede ricaricabili DiGI e con 150 Giga a scheda abbiamo fatto di tutto, dalle telefonate WhatsApp/FaceTime, alla visione dei film su Netflix, alla navigazione, pubblicazioni di foto e video sui social e disponendo ancora la rientro di poco meno di 70 Giga.
  • Il cibo Spagnolo non è basato sulla pasta! Nei supermercati gli scaffali della pasta sono piccolissimi e i brand presenti sono quasi solo italiani (Garofalo, Rummo, Barilla). Il polpo è una specialità spagnola, molto buono e cucinato in vari modi. Anche la paella sia di carne che di pesce o entrambe. I costi sono accessibili.
  • Il caffè non è granché, mentre i dolci meritano molto e i cornetti sono saporiti e ben fatti.
  • Il carburante costa meno che in Italia e in media sta tra 1,20 euro e 1,50 per il diesel. Sconsigliato fare rifornimento nelle autostrade dove in genere il costo non va sotto 1.47 euro, sicuramente meno di quanto pagata in Italia, ma c’è di meglio. ( Italia è in media 1,62 – Ottobre 2024 )
  • Nelle autostrade, ma talvolta anche nelle strade normali, vi sono punti dove fare scarico e carico, anche nelle aree di servizio dove è possibile fare carico di acqua chiara sia gratuita che a pagamento.
  • Le autostrade si dividono in Autostrade Private (AP) e Autostrade, le prime non tutte sono a pagamento. Ad esempio a AP2 da Saragoza, non è a pagamento.
  • Le persone Spagnole sono molto gentili e salutano sempre, nei centri commerciali sono molto premurosi affinché tu abbia quel che cerchi. Complessivamente ci siamo trovati bene, pur non avendo avuto grandi momenti di dialogo e socializzazione.
  • La nostra filosofia di utilizzo del camper è quella così detta Libera e come tale la costa Nord è stata perfetta per accoglienza e per aver goduto di posti, panorami, e paesaggi mozzafiato. Il rispetto delle regole credo sia sempre auspicabile per una sana convivenza, avendo evitato tutti i posti dove era indicato di non andare/sostare, non facendoci mancare nulla comunque. Il Nord è caratteristico e completamente diverso dal Sud, meno presenza di turismo e meno agglomerati urbani con coste libere molto ampie e favolose.
  • Abbiamo viaggiato e sostato senza tempo e diverse volte abbiamo fatto insieme il pranzo e la cena quando arrivati a destinazione. Finalmente il tempo è stato un compagno di viaggio e non un battitore di scadenze continue.



Credo di aver raccontato tutto! A presto per il prossimo viaggio.

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4 Risposte a “Spagna del Nord”

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